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Mercateo al CPO – Chief Procurement Officer Summit 2019 a Milano

Digital transformation: presente e futuro degli acquisti

Il 3 e 4 giugno Mercateo ha partecipato come sponsor all’XI edizione del CPO – Chief Procurement Officer Summit organizzato da Business International a Milano, uno degli appuntamenti più attesi sul procurement in Italia. Numerose le imprese italiane ed internazionali presenti, che hanno seguito con grande interesse le quattro tavole rotonde incentrate sulla trasformazione digitale nel procurement. Anche Mercateo ha preso parte alla serie di conferenze con un intervento sulla digitalizzazione negli acquisti indiretti nel quale ha sottolineato da una parte l’importanza di adottare soluzioni su misura a servizio degli obiettivi di procurement e, dall’altra, il ruolo imprescindibile del fattore umano nel dare senso e vita al cambiamento.

Nuovi strumenti al servizio degli acquisti aziendali

“Sentiamo parlare tutti i giorni di acquisti 4.0, ma è evidente che sulla via della trasformazione digitale ci sia ancora tanto lavoro da fare” ha commentato dal palco del CPO Summit 2019 Roland Svennberg, International Consultant del gruppo Mercateo, intervistato da Stefano Ronchi, Full Professor of Supplier Relationship Management presso il Politecnico di Milano. In Italia, così come nel resto d’Europa, si è assistito negli ultimi anni ad una crescita di interesse per soluzioni che ottimizzano il processo di acquisto con l’ausilio delle nuove tecnologie. “Per le imprese è fondamentale affrontare il tema della digitalizzazione dei processi d’acquisto il prima possibile”, ha rimarcato più volte Svennberg durante il suo intervento. “Digitalizzare significa rendere i processi più efficienti, evitando sprechi di tempo e denaro. È necessario mettere a punto delle strategie per sfruttare fin da subito questi vantaggi”. La necessità di ottimizzare i processi di acquisto è particolarmente importante negli acquisti indiretti, dove il prezzo di un prodotto costituisce solo una minima parte dei costi totali. Sono invece i costi di processo, spesso intangibili e non semplici da quantificare, a farla da padrone in questo ambito. Per questo Mercateo ha condotto un’indagine in collaborazione con l’università tedesca HTWK di Lipsia, analizzando il ciclo di ordine in tutte le sue fasi e calcolando i costi medi per i diversi tipi di ordine. Frutto di questa ricerca è lo studio “Acquisti indiretti in focus”, che ha dimostrato come un processo di approvvigionamento digitale non solo sia più efficiente di uno tradizionale, ma anche più economico, garantendo risparmi di circa il 40% ad ordine. Nella scelta della tecnologia da utilizzare nel processo di digitalizzazione, Svennberg ha ricordato di puntare su strumenti che rispondano alle esigenze della nuova generazione di buyer. Abituati nella vita privata all’e-commerce e all’utilizzo di piattaforme B2C, i buyer di oggi trovano ancora più difficile rapportarsi a tool complessi e poco user-friendly per la gestione dell’approvvigionamento e prediligono, invece, strumenti che supportino il ciclo di ordine in maniera semplice e trasparente.

Una sfida tra opportunità e cambiamento

“La digital transformation si può paragonare ad una medaglia che, da un lato, rappresenta una grande opportunità, una chance, mentre dall’altro presuppone un cambiamento, change appunto” ha spiegato Roland Svennberg, riassumendo in questo modo il suo punto di vista sulla digital transformation in una video-intervista al termine dell’evento. La digitalizzazione rappresenta una grande opportunità, perché permette di ottimizzare i processi di approvvigionamento, favorendo la riduzione dei costi operativi e il risparmio di tempo prezioso. Per digitalizzare i processi e godere dei benefici di tale cambiamento, è imprescindibile, però, il coinvolgimento dei dipendenti nel processo di cambiamento. Perché il progetto di digitalizzazione degli acquisti possa non solo prendere avvio, ma anche dare i risultati sperati nel medio-lungo termine, è infatti necessario un approccio olistico, che tenga conto del fattore umano e sappia coinvolgere i clienti interni nel viaggio verso un nuovo modus operandi. “Cambiare significa sì aprirsi a nuove opportunità, ma al contempo anche a nuove sfide” ha precisato Svennberg nella video-intervista. Ricavare il massimo dalla trasformazione digitale significa, dunque, mettere in moto un progetto di change management appropriato: solo spiegando alle persone il significato del progetto, e accompagnandole passo dopo passo nel cambiamento, questo potrà trasformarsi in un completo successo.

Non esiste una soluzione “all-in-one”

Dall’analisi di Svennberg è emerso infine che, in realtà, la maggior parte delle aziende ha ampiamente compreso l’importanza di avviare progetti di digitalizzazione. Quello che è mancato finora è un approccio modulare che armonizzi gli obiettivi e gli strumenti disponibili: “Chiunque pensi di poter trovare uno strumento in grado di fare tutto, si sbaglia” ha spiegato Svennberg. Gestire gli acquisti significa rispondere ad esigenze molto diverse tra loro: “Un errore comune è quello di approcciare campi degli acquisti molto differenti tra loro con strategie simili, ponendo per esempio in primo piano la negoziazione delle condizioni e mirando sempre e solo al miglior prezzo. Questo è sicuramente un aspetto fondamentale per la gestione dei contratti nella core demand, ma non per la tail spend” ha chiarito Svennberg, che ha poi proseguito: “negli acquisti spot, l’azienda si trova a dover fronteggiare uno scenario da “far west” e a gestire ordini effettuati presso un gran numero di fornitori diversi, senza criteri di razionalizzazione. In questo campo non sono i prezzi degli articoli ad avere un ruolo decisivo, bensì i costi di processo. Mercateo ha capito già 20 anni fa il valore di questo segmento, implementando negli anni soluzioni ad hoc per migliorarne i processi”. Avere a che fare con campi così differenti, che si concentrano sulla gestione di bisogni altrettanto diversi tra loro, implica quindi la necessità di gestire questi fabbisogni con strumenti mirati, che si integrino nel sistema aziendale e nella strategia globale.
Elisabetta Bollini, Country Manager di Mercateo Italia, ha espresso così il suo punto di vista in merito: “È necessario avere a disposizione soluzioni flessibili e modulari per il procurement ed affidarsi ai vari specialisti per le diverse esigenze di approvvigionamento. Il procurement è una parte essenziale e strategica dell’azienda, che grazie alla digitalizzazione può contribuire in modo ancora più decisivo al successo dell’impresa stessa. Non si può aspettare di trovare una soluzione “all-in-one”, è preferibile iniziare con piccoli passi e integrare gradualmente gli strumenti nella strategia aziendale corrente. Anche solo qualche piccolo passo può portare numerosi vantaggi nel breve-medio termine”.

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Dettagli dell’evento

Nome CPO – Chief Procurement Officer Summit
Data 3 e 4 giugno 2019
Luogo Magna Pars Event Space, via Forcella 6, Milano, Italia
Temi Innovazione nei processi di procurement
Pagina dell’evento https://cpo.businessinternational.it/
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